Buona Pasqua da tutti noi

Care amiche, cari amici,

dopo un anno che per le nostre comunità, per la società tutta, ha rappresentato una lunga traversata del deserto, oggi è tempo di interrogarsi sulla nostra idea di futuro. Sulla qualità stessa di questa idea. Non a caso la parola “futuro” ha rimesso prepotentemente piede anche nell’agenda istituzionale, dopo anni di sostanziale ostracismo.

Ora il futuro ha a che fare col possibile, e dunque con la nostra libertà che è in grado di determinarne diverse configurazioni, e con l’altro, essendo una qualità stessa del futuro rapportarsi al presente come al proprio altro. Il futuro ci tocca da vicino, in quanto è implicato nel nostro quotidiano come il frutto nel suo germe, e insieme potrebbe non riguardarci, costituendo il presente di altri: altri figli, altri popoli, nuove società. Non è un profondo disinteresse per l’altro ad aver schiacciato sul proprio oggi le nostre società in tutte le loro espressioni, consentendo un’immaginazione del futuro unicamente come accrescimento ed espansione indefinita del presente?

Ed ecco che la Pasqua deflagra, ponendo tra noi il segno di una diversa articolazione del futuro: sta qui a ricordarci che solo una vita solidale con l’infimo e il piccolo, confidente e consegnata all’altro, a prezzo di ogni passione, reca in sé il germe di “cieli nuovi e terre nuove”. Un’esistenza nel segno della solidarietà, del dono, e del primato riconosciuto e testimoniato a tutto ciò che è altrimenti che io affronta sì la morte e la negazione, ma in un “poderoso duello”, per grammatica dell’esistenza stessa riconquista la Vita, e genera nuova storia, nuove storie. La seconda cosa che la Pasqua ci indica è che basta uno, uno soltanto che intoni così la propria esistenza perché un’inedita possibilità di vita si spalanchi per tutti gli altri, che di quella solidarietà umana fanno parte. È stato possibile una volta per sempre, ed è possibile giorno per giorno; ogni gesto rivoluzionario, vissuto interiormente e esteriormente, istituisce costantemente il futuro dell’umano.

Allora il nostro augurio è che questa straordinaria speranza ispiri le nostre quotidiane passioni, i nostri duelli corpo a corpo col negativo e la morte, e ci scaraventi tra le braccia degli altri, nostro fine e nostra vita, nostri fratelli quanto più altro sono da noi.

 

Buona Pasqua amiche e amici cari!

La Nuova Arca